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Paste polimeriche e Fimo: quale scegliere - Polimer in Pink

Paste polimeriche e Fimo: quale scegliere - Polimer in Pink
I vari tipi di paste polimeriche in commercio - La mia preferita


#PolimerInPink è il corso online gratuito per imparare a scegliere e lavorare le paste polimeriche.

Siamo al secondo appuntamento della rubrica "Polimer in Pink" e oggi ho il piacere di condurvi  nel mio piccolo laboratorio per conoscere più da vicino le paste polimeriche.
Come vi avevo anticipato nel precedente post, esistono in commercio parecchi tipi di paste polimeriche: sostanzialmente si tratta di prodotti abbastanza equivalenti, che possono però leggermente variare tra loro per la consistenza e per la gamma cromatica. Dipende un po' dai gusti.

Certamente il Fimo della Staedler è la pasta più nota e diffusa. Di sicuro, anche se non avete l'hobby delle paste sintetiche, ne avrete sentito già parlare.
Molte persone inoltre tendono a utilizzare genericamente la parola "fimo" per intendere una qualunque creazione in pasta sintetica, in realtà ottenuta magari con diversi tipi di paste polimeriche.
Resta il fatto che il Fimo, la prima pasta polimerica che ho provato a modellare, è disponibile da tanto tempo in una infinità di colori e varietà e in panetti di vari formati.
In questi anni ho sperimentato il Fimo nella versione Professional, e anche quello nella versione Soft, più morbida e decisamente più facile da modellare.
Il mio colore preferito di questa serie è il colore 70 Sahara. Questo colore mi ha letteralmente conquistata per la sua "polimerica naturalezza" che mi ricorda il colore delle acque tumultuose di un torrente di montagna dopo una giornata di maltempo.

Ci si può anche lasciare tentare dalle sfumature metalliche e brillanti, pastello e delicate, perlate e marmorizzate del Fimo Effect: sono veramente fantastiche. Provare per credere!

Esiste poi, il Fimo Air, in una versione molto limitata di colori, che si asciuga all'aria oppure con una cottura di soli 10 minuti nel forno a microonde.
Per i più piccoli "fimolovers" la Steadler ha creato anche la linea Fimo Kids, con paste disponibili in ben 24 colori diversi, dalla consistenza molto più soffice e quindi molto più adatta alle mani dei bambini. Anche i panetti di Fimo Kids però, non trattandosi di Didò, sono consigliati ai bambini che abbiano superato gli 8 anni di età. A mia figlia, ho sempre raccomandato, dato che si tratta comunque di prodotto "plastico" di non metterlo in bocca e di non mettersi le mani in bocca mentre lo lavora. A volte le fornisco un paio dei miei guanti in lattice, ma purtroppo, essendole grandi di misura, questi non le permettono di ottenere la precisione nei risultati.

Troviamo poi la pasta Cernit, secondo me leggermente più dura,  la pasta You Clay, la pasta Premo e la pasta Kato, che però non ho ancora provato.

Dalla mia esperienza, il Fimo è un prodotto dal quale si possono ottenere ottimi risultati, anche se, fino a qualche tempo fa, aveva l'inconveniente di avere il panetto non facilmente richiudibile. Per questo motivo mi ritrovavo dopo un po' di tempo, se non utilizzavo il panetto interamente, nonostante sigillassi la confezione con del nastro adesivo, con la pasta secca.
Tante volte ho ammorbidito i vecchi panetti con delle gocce di Fimo Liquid , che, come dice la parola stessa, è un fimo liquido e incolore che permette di diluire e impastare le paste indurite dal tempo.
Ma con il passare del tempo, la Staedler ha migliorato la confezione che ora, risulta più facilmente richiudibile.

Vi ho parlato delle paste polimeriche, la cui origine, pensate un po', pare risalire addirittura al 1939, ma non vi ho ancora svelato qual è la mia pasta polimerica preferita, quella che mi ha conquistata per la sua praticità e per i suoi colori così brillanti.
Si tratta della pasta sintetica modellabile termoindurente You Clay della TO-DO.

La pasta You Clay, che contiene una piccola percentuale di cera d'api, è completamente inodore ed è venduta in praticissime vaschette richiudibili. Questo accorgimento mi permette di conservare alcune tonalità di paste che uso meno, anche per anni, mantenendone intatte le caratteristiche.

La pasta You Clay, anch'essa venduta in panetti di vario peso, presenta una vasta gamma cromatica.
I colori sono generalmente veramente molto luminosi e brillanti, cosicché raramente si sente il bisogno di verniciare le creazioni realizzate con questa pasta.
Nel mio laboratorio tengo ora un vasto assortimento di pasta You Clay.
Oggi, prima di scattare delle foto per questo secondo appuntamento "in Pink" , ho approfittato per  riordinare le mie varie confezioni di pasta sintetica, allineandole, per comodità per gamma cromatica all'interno di una scatola. Queste qui sotto sono solo, per esempio, le varie tonalità di violetto che You Clay offre.

Ho ritrovato anche alcune scatolette ormai vuote che ho l'abitudine di conservare.
In esse vado a riporre le paste di scarto, oppure una pasta di una sfumatura di colore particolare, ottenuta da una mescolanza di altri colori.



Qui potete vedere alcuni miei utilizzi della pasta You Clay 016 transparent per la realizzazione di un biberon (foto a sx) per una cornice a tema Battesimo e del sottogonna di un tutù per una cornice personalizzata a tema danza (foto sotto).

- 055 black glam: adoro questo colore e lo utilizzo spesso per la realizzazione di chiccosissimi bijoux (foto sotto).
I piccoli glitter all'interno dell'impasto regalano quel tocco di eleganza e raffinatezza anche ai piccoli dettagli e agli abiti delle mie"Albertine", le bamboline bijoux vestite di abiti polimerici.

bambolina bijoux alberta bijoux

Con il colore 055 black glam mi diverto molto anche ad ottenere, in modo originale, l'effetto zuccheroso delle morbide caramelle alla liquirizia. Che ne dite? Non viene voglia di mangiarle?




- 008 gold: utilizzo spesso il colore 008 gold per la realizzazione di biscottini e dolcetti. La sua calda tonalità e l'impasto lievemente variegato riproducono perfettamente l'impasto di un dolce biscottino.

Ognuno di noi, comunque con l'esperienza, con la pratica e in base ai soggetti che andrà di volta in volta a realizzare troverà di sicuro la sua pasta polimerica preferita.
Non resta che cominciare a mettere le mani in pasta!

Per lavorare le paste polimeriche servono veramente pochi strumenti.
Ve ne parlerò la prossima settimana.
Mi raccomando non perdete il terzo appuntamento della rubrica "Polimer in Pink".
Presto cominceremo a creare!

Guest post
Di Maria Giovanna


2 commenti:

  1. Grazie pef tutte queste notizie così utili ed interessanti. Io e la mia più piccola (12 anni) abbiamo iniziato per gioco a lavorare il fimo e ora lei è veramente diventata bravissima!
    È un bellissimo modo di passare un po' di tempo assieme!
    Un abbraccio
    Maria

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  2. È bellissimo condividere un hobby con le proprie figlie. La mia ha 10 anni e insieme, con le dovute accortezze, ci divertiamo tanto.
    Non perdete allora i prossimi appuntamenti : dopo aver parlato degli attrezzi utili per la lavorazione delle paste polimeriche inizierò a proporre semplici tutorial ideali anche per giovani "fimolovers". Un salutone

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